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sezione a cura di Silvia Felli
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Storia del borgo

La baronia

 

 

 

 


 
la baronia

Fin dalle origini la fortuna di Collalto nasce dalla posizione privilegiata, a 1000 mt s.l.m. su di un monte isolato, gode di una vista di 360 gradi.
Difficile stabilire con certezza le origini del borgo, intorno al X secolo d.C. nasce su uno sperone di roccia una torre lignea d’avvistamento e intorno a questa le prime case del borgo, costruite con una pietra locale ma abitate solo saltuariamente. I primi abitanti di Collis Altus si insediarono in una zona fuori dall’attuale borgo medievale : ovvero l’attuale zona cimiteriale, per il semplice motivo che qui trovarono gli unici terreni coltivabili, necessari al loro sostentamento.
Originariamente Collalto era denominato Castaldo dal nome del primo Barone, proprietario di questo territorio, compreso nel sistema longobardo e dipendente dal Ducato di Spoleto. Il borgo nasce quindi successivamente, quando i saraceni invasero la valle del Turano e le popolazioni locali si ritirarono protette sui rilievi montuosi circostanti.
Nell’XI secolo Collalto passò alle dipendenze dell’Abbazia di Farfa, che decise di cedere il territorio ad un ramo dei conti dei Marsi, con il solo obbligo di corrispondere annualmente un canone alla comunità dei benedettini.
La vera evoluzione del paese comincia in questo periodo, i Marsi fecero di Collalto un centro importante del loro dominio e lo incastellarono, da questo momento il paese ospita nei primi nuclei del Palazzo Baronale i ‘Signori di Collalto’, che furono prima i Rinaldo poi i Pandolfo e gli Oddone.
L’importanza strategica del luogo divenne famosa in seguito alle battaglie di Benevento (1266) e Tagliacozzo (23 agosto 1268) in seguito alle quali vennero stabiliti i confini tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, Collalto era esattamente sulla linea di questo confine. Venne allora costruita una nuova importante cinta muraria, che racchiudeva tutto il borgo e si allargava verso la Valle del Turano.
L’anno 1335 segna una data importante per la storia del luogo, in quanto il dominio dei primi Signori di Collalto assunse il titolo di Baronia, che rimase tale fino ai tempi dell’occupazione francese degli stati della Chiesa.
Nel 1449 la Baronia di Collalto passò alla nobile famiglia romana dei Savelli, e durante la loro reggenza, contro il loro strapotere, i collaltesi si riunirono fondando la Magnifica Comunità di Collalto formata da un consorzio di oltre 70 famiglie.
La Baronia di Collalto nel corso del ‘500 si espanse, arrivando a comprendere i territori dei paesi limitrofi di Collegiove, Nespolo, Paganico, Ricetto e San Lorenzo. A causa dei troppi debiti contratti per il mantenimento del Palazzo Baronale e della Baronia, il Barone Cristoforo Savelli fu costretto a vendere la proprietà al suocero : Roberto Strozzi, ricordato dalle fonti come il primo vero ‘restauratore’ del castello di Collalto, il quale morì dopo solamente quattro anni, non riuscendo a completare tutte le opere che aveva progettato. Nel 1568 la baronia passò ad un altro nobile fiorentino: Alfonso Soderini, il Palazzo venne ampliato e ci furono dei lavori anche all’interno della Rocca,trasformata in fortezza d’artiglieria, con un volume da fuoco eccezionale per l’epoca. In occasione del matrimonio tra suo figlio Nicola con una dama della famiglia Mattei, venne costruita una chiesetta all’inizio del paese : Santa Maria in valle Pinciona, in un luogo dove già sorgeva un’edicola nella quale si venerava l’immagine della vergine in Trono con Bambino.
Collalto rimase proprietà Soderini fino al 1629, quando a Nicola, coperto da debiti, la Camera Apostolica sequestrò tutti i terreni ed i beni della Baronia assumendone l’amministrazione. Nel 1635 la Baronia venne messa all’asta, il 23 maggio 1641, Giovan Battista Honorati di Iesi, la vinse offrendo 102.000 scudi per conto del compratore, ovvero : il cardinale Francesco Barberini, nipote del papa Urbano VIII .
Per due secoli la Baronia di Collalto rimase proprietà dei Barberini, passando ai primi del ‘700 al ramo dei Barberini Principi di Palestrina, che intrapresero importanti ed ancor oggi visibili lavori di ristrutturazione e costruzioni ex novo, all’interno del Palazzo e della Fortezza.
Nel 1798 l’Impero napoleonico portò a Collalto una truppa di soldati francesi, con l’ordine scritto e firmato dal principe Barberini di consegnare loro la Fortezza. L’occupazione fece di Collalto una “commune” dalla quale dipendevano come frazioni anche gli altri centri della Baronia. L’11 aprile del 1803 la guarnigione sgombrò la fortezza ma prima della ritirata depredarono il Palazzo e le case del borgo. Ogni diritto feudale era decaduto, Collalto nel 1817, con il definitivo riordinamento dell’assetto territoriale della delegazione di Rieti veniva considerato ‘luogo baronale’ del distretto di Rieti, così il barone Principe Barberini, rinunciò ai suoi diritti sul castello e sulla baronia, e nel 1858 si disfece della proprietà.
Nello stesso anno il castello venne acquistato dal conte polacco Corvin Prendowski ,un discendente del Re d’Ungheria Mattia Corvino, ed amico dei Medici. Restaurarono il castello, distrutto e saccheggiato, forzando lo stile autoctono medievale in uno proprio dei castelli del nord, conferendogli una strana atmosfera fiabesca. Il 3 febbraio del 1861 Collalto venne saccheggiata dai briganti, ovvero un gruppo di soldati borbonici al comando di Francesco Luvarà ex colonnello dell’esercito regolare del Regno di Napoli, e dal famoso brigante Chiavone ,originario di Sora.
Alla morte del conte Prendowski il castello passò in eredità al fratello della moglie : il marchese Giuseppe Cavalletti, che non essendo sposato stipulò un vitalizio con un capitano dei Carabinieri : Ottavio Giorgi, personaggio famoso prima per essersi distinto durante i combattimenti della Prima Grande Guerra poi grazie a dei concorsi ippici. Giorgi aveva sposato una ricca ereditiera americana : Claire Montfort, dalla quale ebbe due figli: Diana e Piero. Restaurarono il castello apportandovi solo delle piccole modifiche, nel periodo antecedente la seconda Guerra Mondiale furono ospiti nel castello di Collalto personalità come il principe di Savoia; il trasvolatore del polo Nord Generale Nobile; l’attore Ettore Petrolini ed il pittore danese Gustave Andersen.
Piero Giorgi-Montfort erede di Ottavio, morto nel 1988, lasciò il castello in eredità alla sorella Diana che nello stesso anno lo vende alla Società Quattrostelle, ovvero all’ingegnere Massimo Rinaldi e figli. L’ingegnere, figlio di una Latini, nobile famiglia di Collalto, è progettista elettronico nel corso degli anni 60 del ‘900 ha progettato e realizzato come primo nel mondo, una calcolatrice completamente elettronica. Dal 1988 al 1994 il Castello è stato completamente restaurato nella parte del Palazzo Baronale, per poter essere effettuate tutte quelle modifiche necessarie a renderlo, secondo il progetto dell’ingegnere, un centro convegni.